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Come ogni anno in questo periodo, i riflettori sono puntati sul Governo e sulla Legge di Bilancio, in attesa di capire quali saranno i suoi contenuti e cosa ci attende, fiscalmente parlando, l’anno seguente.

Come in molti sapranno, negli scorsi giorni il Governo ha varato la manovra, ora in attesa dell’approvazione del Senato, che contiene provvedimenti relativi alle tematiche più svariate. La nostra attenzione va però soprattutto a quelli relativi all’edilizia ed all’impiantistica, che sono appunto quelli che andremo ad analizzare nel seguito.


Anche in linea con gli annunci di Delrio
, la Manovra 2018 garantisce la stabilizzazione dell’ecobonus almeno per 5 anni (2018-2022) a favore dei condomini e per le singole unità immobiliari. Tuttavia sembra ci saranno alcune modifiche rispetto a quanto già conosciamo. P
er alcuni interventi, infatti, si propone una riduzione della detrazione al 50%. In particolare, l’ipotesi è che il bonus scenda per finestre, schermature, caldaie a condensazione e caldaie a biomassa. La logica è infatti quella di rimodulare l’incentivo in base all’effettivo risparmio atteso di CO2 in base ai criteri fissati dalla Strategia Energetica Nazionale. Per “pareggiare i conti” si prospetta però la possibilità di cessione del credito relativo a qualsiasi tipo di intervento (anche non relativo alle parti comuni degli edifici), che consentirà, in qualche modo, di usufruire delle detrazioni anche a chi non possiede un reddito.


La norma sarebbe inoltre accompagnata da una possibilità di finanziamento legata ai lavori di efficientamento energetico. In pratica, si pensa di creare un’apposita sezione all’interno del Fondo nazionale per l’efficienza energetica per fornire le garanzie sui prestiti per questi lavori. Le risorse (50 milioni all’anno per il triennio 2018-2020) arriverebbero dai ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente e secondo le stime potrebbero sbloccare investimenti per oltre 600 milioni di euro.


Se le notizie che riguardano l’Ecobonus sono nel complesso positive, lo stesso non si può dire per quanti riguarda la detrazione del 50% sulle ristrutturazioni edilizie. Il Ministro aveva, nelle scorse settimane, dimostrato l’intenzione di prorogarla, tuttavia, da quanto emerso dalle dichiarazioni del Governo, il suo destino non è chiaro.


Per avere un quadro definitivo si dovrà quindi, pazientemente, attendere il termine dei lavori parlamentari, confidando che arrivino le conferme tanto attese dalle imprese installatrici, che vedono nelle detrazioni un ottimo strumento commerciale.

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